Basta alle navi da crociera: gli abitanti di Palma di Maiorca contro il turismo selvaggio

 

Sempre più navi da crociera e non solo a Venezia. Anche a Maiorca il transito di queste enormi imbarcazioni sta affliggendo gli abitanti con seri danni per l’inquinamento. Almeno stando all’ultimo rapporto di una ONG, la Transport&Environment, secondo cui è tutta l’Europa ad essere sottoposta – a causa del transito dei “condomini del mare” – a un livello di inquinanti superiore a quello derivato dal transito delle auto. Circa 200 quelle che nel 2017 hanno emesso ossidi di zolfo, ossidi di azoto, polveri sottili e CO2 inquinando le città e le aree circostanti.

Palma di Maiorca è al secondo posto tra le città portuali europee in termini di inquinamento atmosferico dopo Barcellona. Questo è dovuto principalmente agli scarichi della grandi navi e delle imbarcazioni da diporto.

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Proprio per questo motivo i residenti e le ONG locali hanno chiesto alle autorità cittadine di limitare il numero di navi da crociera e il numero di turisti che possono essere presenti nella loro città contemporaneamente.

Gli attivisti propongono di consentire a una sola nave da crociera al giorno di entrare nel porto della città, e di ridurre il numero di turisti a quattromila. Le grandi navi possono portare, infatti, fino a 3-3.5000 passeggeri alla volta.

Gli attivisti hanno pubblicato una petizione, che in pochi giorni ha raccolto oltre 8mila firme. Se si raggiungeranno le diecimila persone, la richiesta verrà valutata nel consiglio cittadino.

Il no degli imprenditori

Dal canto loro le più grandi associazioni imprenditoriali di Maiorca hanno espresso il loro rifiuto categorico alla proposta di limitare l’arrivo delle navi da crociera al porto di Palma perché affermano: «questo tipo di turismo è molto importante per l’economia delle Baleari». In una nota congiunta le varie associazioni di categoria hanno sottolineato che il commercio nelle isole Baleari è il settore che genera posti di lavoro più stabili, grazie proprio ai turisti, che procurano il 70% delle vendite nei negozi di Palma.

Non solo l’arrivo delle navi da crociera avvantaggia il turismo ma anche l’intera offerta complementare. Il turista che arriva in crociera – continua la nota – utilizza i mezzi pubblici, di solito il taxi, pranza nei ristoranti della città. Gli imprenditori hanno annunciato che si opporranno alla politica di restrizione dell’attracco delle navi da crociera, nonché a qualsiasi misura metta in pericolo il commercio urbano di Palma. Ricordano che qualche anno fa milioni di euro sono stati investiti in fiere internazionali e campagne promozionali proprio con lo scopo di catturare l’arrivo di crocieristi alle Isole Baleari. Un traguardo raggiunto negli ultimi anni, e: «ora che ce l’abbiamo, la respingiamo».

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A rispondere alla proposta di limitare il numero di navi da crociera è anche il direttore in Spagna della International Association of Cruise Lines (CLIA), Alfredo Serrano, il quale sottolinea: «Su ogni 100 turisti che arrivano a Maiorca soli 8 sono crocieristi» negando che le crociere siano la causa della massa turistica nell’isola delle Baleari.

Per quanto riguarda l’inquinamento delle navi da crociere, Serrano fa riferimento a uno studio scientifico dell’Università delle Isole Baleari (UIB) con il quale si dimostra «che non esiste una relazione diretta tra l’attività del porto e l’inquinamento». Inoltre, ha osservato che «anche gli indicatori della qualità dell’aria in città sono corretti», sottolineando a questo proposito, che 111 navi da crociera in servizio sono dotate di sistemi EGCS (tecnologia di purificazione dei gas di scarico), nonché di sistemi di propulsione basati su gas naturale liquefatto (GNL).

Il dibattito continuerà probabilmente ad assumere toni ancora più caldi, in una delle estati più roventi di Maiorca.